FEDER.D.O.P. OLIO - Federazione Nazionale dei Consorzi volontari per la tutela delle Denominazioni di Origine Protetta degli Oli Extra Vergini di Oliva.

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Venerdì28 Aprile 2017

Oli DOP

Cosa significa DOP

thumb CO1DOP 2 oriLa DOP (Denominazione di origine protetta) è un marchio di qualità che viene attribuito a quegli alimenti le cui peculiari caratteristiche qualitative dipendono essenzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono prodotti.
L'ambiente geografico comprende sia fattori naturali (clima, caratteristiche ambientali), sia fattori umani (tecniche di produzione tramandate nel tempo, artigianalità, savoir-faire) che, combinati insieme, consentono di ottenere un prodotto inimitabile al di fuori di una determinata zona produttiva. Affinché un prodotto sia Dop, inoltre, le fasi di produzione, trasformazione ed elaborazione devono avvenire in un'area geografica delimitata. Chi fa prodotti Dop deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione, e il rispetto di tali regole è garantito dall'organismo di controllo.

Federdop Olio, per mezzo dei Consorzi territoriali, monitora e supporta i produttori circa l’ottenimento della certificazione DOP.

Al momento dell’acquisto di un olio la scelta non è facile; sullo scaffale si affollano molte bottiglie, di varia categoria e vario prezzo. Le norme che classificano gli oli e ne regolamentano l’etichettatura possono prestarsi ad equivoci e non sempre aiutano a scegliere correttamente.
Oggi, il consumatore ha un’indicazione in più; tra i tanti oli ve ne sono alcuni contraddistinti in etichetta dal marchio DOP, che significa Denominazione di Origine Protetta. E’ un marchio istituito, nell’interesse dei produttori e dei consumatori, dalla Comunità Europea con il Reg. (CE) 1151/2012 del 14 dicembre 2012.

Ovviamente il marchio si applica anche al comparto olivicolo e garantisce, mediante rigorosi controlli, non solo la provenienza, ma anche la genuinità, la tipicità, l’elevata qualità fisico-chimica ed organolettica degli oli, esaltando il legame tra il prodotto e il territorio e, conseguentemente, tra il prodotto e le tradizioni, la storia, la cultura, il paesaggio delle aree interessate.
La DOP, infatti, è attribuita dall’Unione Europea solo agli oli di pregio, prodotti in zone fortemente vocate alla coltivazione dell’olivo, da cui prendono il nome e traggono le specifiche caratteristiche di pregio.

I prodotti DOP e in particolare gli oli a Denominazione di Origine, vogliono essere la risposta al rischio di una crescente standardizzazione, insito in un mercato sempre più globalizzato, e alla richiesta da parte dei consumatori di prodotti fortemente legati al territorio, espressione autentica del clima, dei terreni, delle tecnologie, delle competenze e delle professionalità, ma anche della cultura e della storia che il territorio esprime; tutti fattori che incidono in modo rilevante sulle qualità specifiche del prodotto, rendendolo diverso da tutti gli altri.

La procedura per il riconoscimento della DOP è lunga e complessa e coinvolge sia la filiera produttiva sia gli enti territoriali, dalle Amministrazioni Regionali, al Ministero dell'Agricoltura, fino all’Unione Europea. Infatti, la richiesta deve essere avanzata dai produttori, associati in un Comitato Promotore, regolarmente costituito, che predispone tutta la documentazione prevista dalla normativa: la relazione storica, comprovante la tradizionalità del prodotto e la radicazione dello stesso con il territorio interessato, la relazione tecnica, tendente a documentare il legame tra le caratteristiche del prodotto e l’origine geografica dello stesso e a descrivere in modo dettagliato il processo produttivo da utilizzare, la cartografia, con la delimitazione dell’area di produzione, il Disciplinare di produzione, che contiene le regole cui devono attenersi i produttori utilizzatori del marchio DOP e le caratteristiche organolettiche ed analitiche che il prodotto deve possedere al momento dell’immissione sul mercato.

Piace sottolineare il carattere fortemente democratico che è alla base delle Denominazioni di Origine; infatti, tutto l’iter prevede vari momenti pubblici di verifica (audizioni) con il pieno coinvolgimento di tutti i produttori, alfine di pervenire ad una proposta largamente condivisa dalle imprese. La proposta, quindi, viene elaborata ed avanzata direttamente dalla base produttiva, che autonomamente decide le regole da rispettare a tutela della Denominazione. Ovviamente tutto avviene con l’accompagnamento degli Istituzioni territorialmente competenti, che sono chiamate a valutare le proposte avanzate.

L’istruttoria culmina con l’iscrizione della Denominazione geografica in un apposito Registro tenuto dall’Unione Europea. Dal momento del riconoscimento il nome del prodotto registrato gode della protezione comunitaria e potrà essere utilizzato solo dai produttori che nell’ambito della regione geografica individuata e delimitata si uniformano alle regole fissate nel Disciplinare di produzione.

 


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